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The Martian e Cinema 4D

Art. 189 Pubblicato il 2016/02/02 da

Scoprite come Territory Studio ha usato Cinema 4D per creare un convincente impatto tecnologico nel pluripremiato The Martian di Ridley Scott.

Lo studio londinese è specializzato in effetti speciali on-screen , ma può essere complicato dover creare un assetto coerente quando si parla di tecnologia esistente e pratica come quella della Nasa.
David Sheldon-Hicks , fondatore dei Territory Studio , avendo già lavorato con Jupiter Ascending e Prometheus , sapeva che l'utilizzo di Cinema 4D avrebbe potuto aiutarlo come nelle altre produzioni.
In soli 7 mesi, 5 artisti dello studio hanno creato 400 schermate , display ed animazioni in 8 differenti sets di cui 100 almeno per il Mission Control , molte di queste interattive.



Nonostante sia ambientato 20 anni nel futuro , la storia si basa sull'utilizzo di tecnologia molto reale ed il protagonista deve sapersi districare tra essa per sopravvivere e tornare a casa , utilizzando la sua conoscenza scentifica.
Per i Territory Studio questo ha significato ricerca accurata e scentifica prima di partire con la progettazione grafica 3D , utilizzando reference dal Program Executive for Solar System della NASA o dagli schemi tecnici dei veicoli quali il Pathfinder.
Pensare a sviluppi futuri pratici , in base alla tecnologia reale e senza cadere nel fantascientifico puro è stata una vera sfida. Pensate ad esempio , come segnala l'Art Director Martin Romances a tecnologie come il conoscere il tipo di materiale in base ad un fascio laser puntato su di esso ed in base alla reazione della luce stessa.



Peter Eszenyi a capo del 3D spiega che il suo ruolo è stato realizzare animazioni e rendering per le schermate sul set , inizialmente sviluppando un look creando animazioni del HAB su Marte in diverse condizioni di luci e stati. Si è passati successivamente ad elementi 3D come simulazioni , patate e semi coltivati dal protagonista e cosi via.
Il Team ha usato Sketch & Toons e lo standard cel render di Cinema 4D per i wireframe presenti negli schermi e X-Particles come motore standard come appunto le coltivazioni o la tempesta di sabbia.
Una delle sfide più intense , dopo una serie di briefs interni e di analisi è stato ricreare il Mission Control utilizzando un linguaggio visivo coerente con lo spirito Nasa. Sfondi come il nero e fonts come il blue accesso ed il bianco sono serviti per gli indicatori mentre il rosso per le criticità della missione. Il look dell'interfaccia era serio ed autoritario ma la gerarchia delle informazioni era chiara e leggibili e legata allo svolgimento della storia.
Era necessario inoltre gestire le modifiche dell'ultimo minuto come ad esempio l'ampiezza di un cratere e Cinema 4D ha consentito un remodeling facile e rapido usando lo standard renderer per creare frame finali rapidi e modificati.




I rendering del MAV e le animazioni interattive dovevano essere collegate all'interfaccia realtime utilizzate sul set, collegando ad esempio alcuni pulsanti a controlli remoti.
Molti dei rendering erano calcolati durante la notte su singoli Intel Macs e , citando Peter , Cinema 4D ha permesso lo sviluppo in tempi rapidi nonostante un immenso numero di schermate richieste ed il fatto che The Martian abbia vinto diversi premi ai Golden Globles rende anche un grande merito ai Territory Studio.
Ringraziamo Duncan Evans di Digital Mayhem (Focal Press). Altri rendering sono disponibili nel loro sito.

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