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Le Carceri del Piranesi

Art. 62 Pubblicato il 2012/02/20 da

La prigione sotterranea del Piranesi diventa realtà grazie a CINEMA 4D



Colossali stanze al crepuscolo, enormi colonne, scale e ponti, macchinari dall'aspetto arcaico senza una funzione logica, le cui dimensioni incutono però un senso di inquietudine. Ed in mezzo a tutto ciò strane persone mascherate, nude e rannicchiate agli angoli, in pose sofferenti. Corde pendono dal soffitto e dagli elementi sporgenti, dandoci il senso della misura tra le massicce pareti. Barre di ferro bloccano i portali, nelle pareti di pietra sono incorporati degli anelli di fissaggio e nel pavimento ci sono delle buche, le quali portano a celle ancora più profonde. 





Ma cosa sono queste Carceri? Si tratta di una serie di 16 incisioni su rame create tra il 1745 ed il 1761 dall'artista italiano Giovanni Battista Piranesi. E' tutt'oggi motivo di discussione, il perché Piranesi, che viveva grazie alla vendita delle sue opere, abbia creato questi motivi. I suoi temi principali erano paesaggi e raffigurazioni di rovine romane, che si possono trovare ovunque in Italia e che erano molto popolari ai tempi del Piranesi. 


Le immagini delle Carceri di Piranesi sono decisamente in contrasto con il resto delle sue opere. La raffigurazione delle Carceri è arcaica ed inquietante, ma allo stesso così affascinate, che ha ispirato le opere di numerosi altri artisti. Proprio perché fonte di ispirazione, questa collezione, di 250 anni fa, è stata mantenuta così bene. 



Le incisioni di Piranesi sono ancora motivo di ispirazione per i designer, i registi, gli autori e gli artisti che si ispirano al Barocco. Gregóir Dupond ha utilizzato un approccio completamente diverso e ha utilizzato le incisioni stesse per sviluppare la trama del suo film. 

Utilizzando CINEMA 4D, ha creato un cortometraggio in cui vengono esplorate le stanze – con un metodo sorprendentemente semplice. La camera si sposta attraverso le varie segrete e, dirigendo la camera tra porte, finestre, condotti di ventilazione e numerose altre aperture, Dupond è riuscito a creare una transizione tra numerosi settaggi, creando così un collegamento tra le varie incisioni. 



La realizzazione tecnica di questo ambizioso progetto è stata sorprendentemente semplice: le incisioni rappresentano le stanze da un singolo punto di vista. Utilizzando questa informazione come base, Dupont ha modellato una versione semplificata della geometria e ha progettato una versione in alta risoluzione di ogni incisione con la corretta angolazione. In questo modo si sono conservate le caratteristiche dell'incisione, facendo una versione 3D corrispondente all'immagine originale – un incisione in rame e quindi una creazione umana. La distorsione delle texture è diventata una parte fondamentale per lo stile del filmato, ed enfatizza ulteriormente la profondità dell'opera. 



Oltre al passaggio della camera tra le stanze di questa architettura titanica, Dupond ha utilizzato CINEMA 4D anche per esplorare le incisioni dettagliatamente e focalizzarsi sui dettali più piccoli: la camera si sofferma su affreschi e rilievi ed esplora nicchie nascoste, mostrando prigionieri maltrattati e torturati, rivelando così dettagli che sarebbero stati altrimenti trascurati.
I risultati ottenuti da Duponts mostrano come una combinazione tra la pura ispirazione e CINEMA 4D sia perfetta per ottenere risultati spettacolari senza la necessità di grandi investimenti di natura tecnica o logistica – ed utilizzando un budget ragionevole!


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